|
|
Il Reliquiario
- Foto e descrizione
Il Reliquiario contiene la viva ed inconfutabile
testimonianza dell’evento: le lacrime di Maria.
L’autore e l’artista è stato il prof. Biagio
Poidimani di Siracusa, professore all’Accademia
delle Belle Arti di Roma.
Il Reliquiario poggia su un piede dalla base
ottagonale e, al di sopra della impugnatura, vi sono
tre piani sovrapposti.
Nel primo piano vi è custodita parte di un panno
ricamato utilizzato dalla sig.ra Antonina Giusto per
coprire e custodire il quadretto, che spesso era
interamente bagnato dalle lacrime; la metà di un
fazzoletto anch’esso impregnato di lacrime, donato
dalla sig.ra Lisetta Toscano Piccione; la provetta
in cui fu riposto il liquido prelevato dagli occhi
del quadretto dalla Commissione Scientifica il 1°
settembre (circa 30 gocce); alcuni batuffoli di
cotone. |
 |
 |
 |
|
Agli
angoli della teca vi sono quattro statue: S. Lucia,
patrona della città di Siracusa; S. Marziano, primo
vescovo della città; S. Pietro e S. Paolo, colonne
portanti della Chiesa, legati alla storia della
prima comunità cristiana a Siracusa: Paolo perché
secondo gli Atti degli Apostoli è rimasto tre giorni
a Siracusa; Pietro perché secondo la tradizione,
quando era vescovo di Antiochia, ha inviato il suo
discepolo Marziano come primo vescovo della città di
Siracusa. |
 |
 |
|
Nel
secondo piano quattro pannelli ricordano il
prodigio: la riproduzione del quadretto prodigioso;
la lacrimazione nella camera da letto dei coniugi
Iannuso; l’esposizione del quadretto in via degli
Orti; il quadretto posto in piazza Euripide, primo
“Santuario” all’aperto. |
 |
 |
|
Nel
terzo piano, infine, custodita da quattro angeli,
sta l’urna di vetro in cui vi è la fialetta che
contiene le ultime lacrime, quelle rimaste dopo
l’indagine scientifica. |
 |
L’8
maggio 1954, il Reliquiario fu sigillato e fu
firmata la pergamena che ne attesta l’autenticità.
Sulla base del Reliquiario vi è una incisione in
latino: “O Vergine delle Lacrime, strappa dalla
durezza del nostro cuore lacrime di pentimento - 29
agosto 1953”. |
|
 |
|